I primi esperimenti compiuti nel 1976
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La banda larga
fa acqua
e frena
l'e-health
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Da quel 1976 di acqua, o meglio di innovazione tecnologica, ne è passata sotto i ponti. E' in quell'anno, con la trasmissione a distanza di elettrocardiogrammi , che la telemedicna muove i primi passi. Bisognerà aspettare 15 anni per arrivare all'istituzione del 118 per le urgenze per poter parlare dell'acquisizione definitiva delle nuove tecnologie nel campo sanitario. Ma acquisizione non sempre coincide con acquisizione consapevole e strategica. Tra i vari stati dell'Unione europea l'Italia brilla per numero e qualità delle sperimentazioni, ma con due gravi palle al piede che rischiano di vanificare quanto fatto finora. La prima è che si tratta il più delle volte di progetti frammentati, sperimentali, limitati ad aree circoscritte e con finanziamenti inadeguati e, soprattutto, non integrati appieno nel sistema sanitario.
Nel corso degli anni abbiamo avuto progetti anche validi, come quello che ha permesso di collegare per via telematica il San Raffaele di Milano con l'ospedale di Sarajevo o quello che collega Napoli alle isole di Ischia e Procida o la sperimentazione dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, per il monitoraggio dei piccoli cardiopatici. Progetti pregievoli che però non hanno fatto sistema e non hanno contribuito a sviluppare la telemedicina su larga scala. Il secondo freno è dato dagli stop and gonello sviluppo della banda larga...
di Giampiero Cazzato

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I bisogni di sicurezza nelle strutture sanitarie non hanno uguali
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Wi-Fi esposto a molti attacchi
Difenderlo è strategico
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Le strutture sanitarie hanno problemi di sicurezza specifici che non si trovano nelle maggior parte degli altri contesti industriali e pubblici. Il mantenimento di un livello accettabile di sicurezza in ambienti non omogenei di questo tipo è compito estremamente difficile, dove standard, anche di compliance, sono difficili da identificare e, nel contempo, da implementare. Anche i processi i
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in cui si muovono dati estremamente critici e sensibili, sono nella maggior parte dei casi differenti anche a seconda della disciplina medica interessata, rendendo tale flusso di informazioni frammentate all'interno del canale di trasporto.
Quanto fin qui detto è doverosa premessa. Mettendo a fuoco più da vicino,....
di Gaetano Zappulla
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Una frammentazione troppo ampia nell'applicazione degli indirizzi
In Europa non c'è armonia
Dopo cinque anni ancora
in fase sperimentale
con qualche eccellenza
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L'e-health o sanità on line in sintesi significano che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione possono e devono essere messe a servizio della nostra salute, come? la parola chiave è interazione tra i pazienti e i servizi sanitari, nel senso più ampio del termine. Il mercato dell'eHealth europeo è attualmente stimato intorno ai 15 miliardi e cresce ogni anno del 2,9%.
L'UE non può agire direttamente negli Stati membri per tutto ciò che riguarda la salute (art. 152 del Trattato), ma può coordinare le azioni intraprese dai singoli paesi: lo spazio europeo della sanità on line (nato per prevenire la frammentazione del mercato e diffondere le pratiche migliori) fa parte delle priorità della Commissione Europea. Tra gli obiettivi specifici troviamo la costituzione di una struttura di archiviazione elettronica attraverso lo scambio delle informazioni e la loro standardizzazione, la creazione di reti di informazione che colleghino i servizi di assistenza per coordinare le reazioni ai pericoli sanitari, creare attraverso l'ITC una relazione continua medico paziente nei progetti di ricerca sulle patologie e infine sviluppare le teleconsultazioni, le prescrizioni mediche on-line e i rimborsi on-line.
Nel 2004 la Commissione ha adottato il Piano d'azione per uno spazio europeo della sanità elettronica. Il piano proponeva che entro la fine del 2005, ogni Stato membro dovesse stabilire, a livello nazionale o regionale, una tabella di marcia per la sanità elettronica...
di Mariella Palazzolo

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L'innovazione tecnologica sbarca a Herat
Rianimazione possibile
grazie a una sola barella
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La Joint air task force (Jatf) che opera in Afghanistan, nell'area di Herat, ha in dotazione dal mese di novembre una barella molto evoluta, in grado di avere la funzionalità di una vera e propria sala di rianimazione. Più precisamente la barella è in dotazione alla Task Force 'Fenice' (l'unità dell'Aviazione dell'Esercito che gestisce i velivoli ad ala rotante).
La barella che può essere caricata su un elicottero, è dotata di tutta la strumentazione necessaria al personale medico per mantenere in vita il paziente durante il trasporto verso la postazione medica più adatta a prestargli le cure. Il nome esatto dell'attrezzatura è Patient Transportation System...
di Redazione
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